27 gennaio - Il Giorno della Memoria

Giorno della memoriaOgni anno, il 27 di gennaio si celebra il Giorno della memoria.

Una giornata commemorativa istituita in Italia nel 2000 ed in tutto il mondo nel 2005, una giornata che non è tanto un omaggio alle vittime del nazismo, quanto un’occasione di riflessione su una storia che ci riguarda molto da vicino, una commemorazione pubblica non soltanto della shoah, ma anche delle leggi razziali approvate sotto il fascismo, di tutti gli italiani, ebrei e non, che sono stati uccisi, deportati ed imprigionati, e di tutti coloro che si sono opposti alla “soluzione finale” voluta dai nazisti, spesso rischiando la vita.

Quest’anno ci apprestiamo a celebrare questa giornata a 80 anni dalle leggi razziali e a 70 dall’approvazione della Costituzione Italiana. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha nominato senatrice a vita, ai sensi dell’articolo 59, secondo comma della Costituzione, Liliana Segre per aver illustrato la Patria con altissimi merito nel campo sociale.   Liliana è una dei 25 bambini italiani sopravvissuti, su 776, a Auschwitz. Se la Shoah è la più radicale rappresentazione della trasformazione dei disvalori in valori, la Memoria è quella che ci permette di capire da quale parte stiamo. Come Ancescao, la nostra esperienza legata ai temi della memoria, ci porta a poter affermare che una cosa è studiare, l’altra è ascoltare il racconto direttamente da chi lo ha vissuto.  Così noi lo facciamo da tantissimi anni collegandoci alle scuole. La memoria che mette in relazione generazioni rende partecipi di un destino comune, di una prospettiva che possa fornire antidoti a speranze contro il ritorno di odio e paure instillando così  nei giovani una memoria viva e non retorica. Viva come la parola “indifferenza” incisa a caratteri cubitali sul muro di cemento al binario 21 della stazione di Milano Centrale quello dal quale partivano i deportati per Auschwitz, perché “tutto comincia da quella parola, gli orrori di ieri, di oggi e di domani fioriscono all’ombra di quella parola”*. Per noi Ancescao la trasmissione della memoria vuol dire anche una risorsa contro i fantasmi del passato in grado di riemergere sotto nuove forme senza che si abbia la capacità di opporsi.   Anche se in Italia, l’armadio della vergogna non è mai stato aperto: “Sono ancora molti i negazionist, quelli che non credono. A volte mi sento una goccia in mezzo al mare. D’altronde se non c’è futuro, perché si dovrebbe accettare un passato di ottant’anni fa?” *.

* parole di Liliana Segre

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