“La Resistenza” non si ferma: il Centro sociale di Ferrara riapre con tante iniziative organizzate da un gruppo di giovani

“La Resistenza” non si ferma: il Centro sociale di Ferrara riapre con tante iniziative organizzate da un gruppo di giovani

Dalla via della Resistenza a Ferrara in cui si trova, prende il nome il circolo ANCeSCAO e Centro sociale “La Resistenza“, un luogo di incontro e di produzione di cultura, di socialità e solidarietà. Milvia Migliari, Presidente del Coordinamento Provinciale ANCeSCAO di Ferrara, ricorda che per anni questo Centro è stato un punto di riferimento per gli anziani e le anziane che lo hanno frequentato e gestito.
Nel 2011 è subentrato un gruppo di persone più giovani, sui 40-50 anni. Nel corso degli anni si sono succeduti vari gruppi di gestione, la cui età è scesa gradualmente. D’altronde, spiega Migliari, “il Centro si trova in prossimità del quartiere universitario e per questo motivo è molto frequentato da giovani studenti e studentesse”.

Oggi il gruppo attivo nell’organizzazione de La Resistenza è costituito da circa una trentina di persone, che hanno in media 25 anni. Francesco Ganzaroli, Presidente del Centro, sottolinea la collegialità e l’autogestione, chiarendo che “tutto il lavoro è collettivo e ciascuno ha la stessa importanza”.
Proprio per questo “il principio guida de La Resistenza è sempre stata l’intergenerazionalità” continua Ganzaroli, “principio che ora vogliamo rilanciare, perché purtroppo dopo il Covid gli anziani e le anziane sono sempre meno. L’obbiettivo è invece quello di creare un luogo in cui trovare socialità e condivisione dai primissimi anni di vita fino alla maturità”. Milvia Migliari concorda e aggiunge che “anche come volontari la partecipazione è sempre più scarsa tra gli anziani, però vedere l’energia dei giovani ci dà tantissima fiducia e noi stiamo cercando di aiutarli in ogni modo”.

Durante i primi mesi della pandemia, come tutti i luoghi di aggregazione, anche La Resistenza ha dovuto far fronte a diverse difficoltà, tra chiusure e limitazioni. Ganzaroli spiega come sia “venuto a mancare il substrato su cui basare una programmazione delle iniziative, non si riusciva a intravedere la possibilità di poter fare qualcosa. Senza contare l’aspetto economico che è sempre stato molto sentito dal Centro e per cui in questo periodo sono stati fatti degli sforzi enormi”.
“Negli ultimi due anni La Resistenza è stata sostanzialmente chiusa, ma abbiamo comunque potuto realizzare un’iniziativa che è andata molto bene e che diventerà il nucleo centrale su cui basarci in futuro. Abbiamo creato un Banco di Mutuo Soccorso, che si occupa di raccogliere e distribuire beni alimentari per sopperire alle difficoltà economiche e sociali legate al Covid”.

Un progetto nato per consolidare il ruolo de La Resistenza all’interno della comunità, “a contatto con il sociale, non assistenzialista ma volto a creare delle connessioni tra la cittadinanza, soprattutto in un periodo di isolamento come quello che abbiamo vissuto e che stiamo ancora attraversando” spiega Ganzaroli. Ora il Banco di Mutuo Soccorso diventerà un centro di raccolta e distribuzione fisico di beni alimentari per continuare l’attività avviata durante la pandemia. Sarà inoltre attivo un punto analogo, “uno showroom della gratuità”, ma destinato alla raccolta di abiti.

Nonostante le difficoltà, “anche a livello burocratico” ricorda Migliari, La Resistenza non si ferma e il gruppo sta riorganizzando tante diverse attività insieme a tutte le realtà che hanno sempre orbitato attorno al Centro. Le idee e la voglia di fare non mancano. Ganzaroli racconta i diversi progetti: “abbiamo in programma attività di vario tipo, che siano ludiche, come aperitivi e concerti di autofinanziamento, o attività culturali e di aggregazione”.

“Insieme a LINK – Studenti Indipendenti Ferrara abbiamo aperto un’aula studio autogestita. Con altre associazioni studentesche come OUT+, attiva per i diritti della comunità LGBTQIA+, abbiamo organizzato un laboratorio cinematografico indipendente con una forte connotazione di approfondimento”. E ancora laboratori di serigrafia, di teatro, un gruppo di danza e una biblioteca.
Tra i progetti futuri ci saranno anche tanti corsi, “che hanno funzionato in passato e che vorremmo riproporre, come i corsi di yoga, di lingue, workshop e altre attività che garantiscano un rapporto diretto con la cittadinanza” dice Ganzaroli.
La Resistenza sta organizzando la riapertura proprio in questi giorni e, spiega Ganzaroli “stiamo già riscontrando un grande bisogno e una grande voglia da parte delle persone di trovare uno spazio di confronto e di partecipazione. Creare questo spazio equivale per noi a rivendicare un forte ruolo politico all’interno del quartiere e della cittadinanza”.

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