Cerchiamo proprio te! Intervista a Eugenia Marè

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“Cerchiamo proprio te” è il titolo della campagna di comunicazione per la ricerca di nuovi volontari promossa da ANCeSCAO Emilia Romagna. Abbiamo intervistato Eugenia Marè, coordinatrice della campagna e di “Generazioni al Centro”, il progetto finanziato dalla regione Emilia Romagna da cui è partita l’iniziativa.

Per quale motivo ANCeSCAO Emilia Romagna ha voluto fare una campagna di ricerca volontari?
Cominciamo dalla campagna di ricerca volontari intitolata “Cerchiamo proprio te”. Da alcuni anni ANCESCAO ER rifletteva sulla possibilità di attivare una campagna, soprattutto dopo il periodo del Covid, che aveva ridotto sia il numero dei soci sia quello dei volontari nei centri sociali, nei comitati anziani e negli orti. Da più parti emergeva la necessità di aumentare i volontari per migliorare le attività dei centri e favorire un ricambio generazionale. I centri sociali sono per lo più gestiti da presidenti storici che svolgono un lavoro egregio, ma che sentono il bisogno di lasciare questa preziosa eredità a nuove generazioni di persone desiderose di intraprendere questa avventura.
La richiesta di volontari rappresenta un bisogno cronico, poiché non ve ne sono mai abbastanza. È vero anche che la percezione del bisogno è un aspetto fortemente soggettivo: anche centri con venti volontari segnalano la necessità di ulteriori ingressi.
Il senso della campagna è nato da una mappatura dei bisogni a cui hanno risposto oltre 100 centri. Questo lavoro è stato condotto anche grazie al supporto di un’agenzia di comunicazione specializzata nel terzo settore e in collaborazione con i presidenti provinciali e i volontari. Il messaggio centrale è “Tu non lo sai, ma abbiamo bisogno anche di te”, sottolineando come il volontariato è in grado di accogliere il contributo di chiunque attraverso l’identificazione di specifici profili operativi.

In cosa consiste questa campagna di ricerca volontari? Raccontaci i materiali di questa campagna, come sono stati realizzati e come verranno distribuiti.
Abbiamo ideato un’immagine coordinata pensata per rappresentare ognuno di noi, proponendo immagini senza volto che raffigurano varie attività. Basandoci sugli strumenti di comunicazione usati da ANCESCAO, dai centri e dai soci, abbiamo previsto locandine cartacee e strumenti digitali da diffondere tramite social network, sito web e WhatsApp, così da raggiungere le persone in modo capillare. Utilizziamo anche la newsletter, un canale che raggiunge un pubblico molto ampio, includendo persone che magari non si attiveranno in prima persona ma potranno coinvolgere altri. È importante raggiungere tutti, perché chiunque può far girare l’informazione a un amico ritenuto adatto. Le strutture provinciali svolgeranno il ruolo di punto di riferimento per indirizzare gli aspiranti volontari verso i centri sociali più vicini sul territorio.

Quali sono i profili di volontari che avete individuato come prioritari?
Un profilo fondamentale è quello del barista, poiché il bar dei Centri sociali richiede un’ampia copertura oraria e un numero consistente di volontari. Un secondo profilo riguarda la segreteria e la comunicazione. Rispetto al barista, che tende a essere una persona estroversa, chi si occupa di segreteria preferisce solitamente l’organizzazione e la gestione ordinata dei documenti. La burocrazia nel terzo settore è diventata molto complessa, per cui alternarsi nelle mansioni amministrative aiuta ad alleggerire il carico individuale. Se un singolo volontario dovesse farsi carico di tutto, passando la giornata chiuso in ufficio a compilare carte, si perderebbe il senso stesso del volontariato.
La comunicazione verso i soci e la comunità è diventata fondamentale, ma i volontari attuali, non essendo più giovanissimi, incontrano talvolta difficoltà in questo campo. L’ingresso di persone di trenta o quarant’anni può quindi offrire un grande supporto. Resta inteso che le attività si possono alternare e che chi inizia come barista non è tenuto a svolgere solo quel ruolo. Un altro profilo importante, sebbene non presente in tutte le realtà ANCESCAO, è quello dell’autista per i servizi di mobilità e trasporto solidale, per cui c’è sempre grande richiesta. Si tratta di un profilo specifico, legato al piacere di dedicare un pomeriggio ad accompagnare le persone anziane. È un volontariato basato sulle relazioni umane, con dinamiche differenti rispetto al lavoro al bancone del bar.
Infine, vi è l’ambito degli orti, in cui i soci si occupano sia della coltivazione dei propri appezzamenti sia della manutenzione comune e della gestione degli spazi. Questi profili costituiscono la struttura principale per garantire il funzionamento e lo sviluppo dei centri.

Il lavoro preparatorio della campagna è stato svolto nell’ambito del progetto “Generazioni al centro”. Puoi spiegarci di cosa si tratta, chi lo ha finanziato e quali azioni prevede?
I bandi rappresentano un’opportunità fondamentale per innovare e mettere a terra nuove idee. Il progetto è stato presentato nell’ambito di un bando biennale della Regione Emilia-Romagna rivolto agli enti del terzo settore di secondo livello. “Generazioni al centro” mira a rendere i centri sociali luoghi accoglienti per tutte le fasce d’età, dai giovani agli anziani.
Il rinnovamento dei volontari è indispensabile per introdurre nuove dinamiche e attività nei centri. Ad esempio, a Reggio Emilia l’apertura all’uso di una sala per il Fantacalcio ha portato i ragazzi coinvolti a garantire ore di volontariato al bar, avviando nuove collaborazioni. Il bando regionale ha quindi fornito sia le risorse economiche sia una guida operativa.
La campagna prevede anche eventi territoriali di promozione, come quelli già realizzati a Ferrara e Modena. Entro la fine dell’anno verrà inoltre avviato un percorso formativo con ARCI rivolto ai dirigenti per migliorare l’accoglienza e la gestione dei nuovi volontari. L’obiettivo è aiutare le strutture a valorizzare i nuovi arrivati e a comprenderne le motivazioni. Bisogna mettere i nuovi arrivati a proprio agio, evitando atteggiamenti rigidi che rischiano di demotivarli.

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