Increase: per la varietà dell’agrobiodiversità

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Coinvolgere il cittadino comune nella promozione dell’agrobiodiversità dei legumi in Europa che sono un alimento sano, nutriente e che non richiede troppa acqua per la sua coltivazione. È questo uno dei principali obiettivi del progetto europeo Increase che vede l’attiva partecipazione, tra i cittadini coinvolti, anche degli ortolani di ANCeSCAO di Parma – che è partner ufficiale – assieme a quelli di Reggio Emilia e Modena (con l’intento di coinvolgere anche le altre province) che con i loro orti urbani e sociali sono proprio le persone più idonee a cui rivolgersi per sperimentare la scienza sul campo.

Per partecipare a questo esperienza di scienza partecipata c’è tempo fino al 29 febbraio 2024. Prima di quel giorno si può dare la propria disponibilità a coltivare alcuni specie di fagioli tra le oltre 1.000 varietà esistenti e verificare sul proprio campo quale funziona meglio, ovvero quale sia è la più adatta a resistere al freddo o alla siccità o in generale alle avversità che un clima sempre più imprevedibile può presentare. Per aderire bisogna scaricare sul proprio cellulare l’APP INCREASE CSA dove si possono trovare tutti i dettagli necessari.

Il perché di questo progetto ce lo spiega Roberto Papa, professore ordinario di genetica agraria all’università di Macerata e coordinatore di Increase: “ Il progetto vuole migliorare il modo in cui l’Europa conserva il patrimonio genetico delle varietà coltivate nel mondo, una ricchezza inestimabile “. È per questo motivo che esistono le banche di germoplasma, luoghi dove viene conservato il corredo genetico di una determinata specie.
“Il problema di utilizzazione non si migliora solo con la qualità dei dati ma anche con il modello di utilizzazione, quello classico che passa per gli istituti di ricerca e le aziende è molto lento, dato che occorrono una decina d’anni prima che una varietà arrivi sul mercato”.
Per ovviare a questo collo di bottiglia che rallenta l’uso effettivo sui campi di nuovi legumi più adatti, occorre passare a un diverso modello di utilizzazione, ovvero rivolgersi direttamente ai cittadini che sperimentano sul campo le varietà esistenti.
“Questo approccio partecipativo mette nel piatto di tutti le risorse genetiche di 1.000 varietà di germoplasma di fagioli; le diamo ai cittadini europei che le valutano. E questo è anche un modo per creare un sistema decentralizzato di conservazione complementare a quello del banco del germoplasma, sono i cittadini a conservare il germoplasma”.
Il progetto va avanti da 4 anni e in Italia mediamente vi sono 2.000 persone che aderiscono mentre in tutta Europa sono quasi 10.000.

Il cittadino, poi, collabora a livelli diversi, a secondo delle sue conoscenze. Tutto questo avviene grazie a un sofisticato uso delle tecnologie, soprattutto dell’intelligenza artificiale che ricava direttamente le informazioni dalle immagini che i cittadini mandano tramite l’APP (foto della prima fogliolina o del baccello o del fagiolo).

Sono progetti di questo tipo che aiutano ad avere un uso del terreno da coltivare più sostenibile e che produce cibo più sano anche per le persone visto che stiamo parlando di diete vegetariane che impattano meno sulla salute del nostro pianeta.

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