Che tipo di cultura propongono i Centri ANCeSCAO dell’Emilia Romagna? Quali iniziative ed eventi portano avanti sul territorio? È per dare una risposta a queste domande che apriamo un nuovo spazio di approfondimento culturale. Iniziamo con un’intervista ad Antonio Susca, presidente del Centro di promozione sociale Acquedotto di Ferrara attivo fin dal 1983.
Il Centro Acquedotto un centro di promozione sociale ferrarese, che nasce nell’ottobre del 1983. Prima della pandemia poteva contare su 600-700 soci, ma dopo il numero si è drasticamente abbassato fino ad arrivare ai 200 soci di oggi. “I nostri spazi sono stati divisi recentemente con un’associazione sportiva dilettantistica – afferma Antonio Susca – motivo per cui non abbiamo più accesso alle cucine, essendo nella loro metà”.
Nel periodo pre-covid il Centro si occupava principalmente del bar di Artesteo, che è stato chiuso per un periodo ma che ora ha riaperto.
Oggi le cose ad ogni modo sono del tutto cambiate: “Sotto la direzione di un giovane e abile direttivo, il programma è molto più ampio – continua Antonio Susca – comprende un club del libro, dove periodicamente invitiamo uno scrittore locale per presentare la sua opera. Poi organizziamo corsi di albanese e inglese, cercando di collaborare con le scuole. Facciamo anche del doposcuola gestito da insegnanti anche pensionati. Infine svolgiamo le attività tradizionali di un centro sociale come la tombola e qualche pranzo”.
In effetti rispetto al periodo prima della pandemia, le proposte culturali del Centro sono diverse, puntano a un pubblico più ampio e al suo coinvolgimento.
“Pre-covid: le parole chiave erano popolarità seguita da necessità – afferma Susca – mentre ora, non solo puntiamo a creare attività culturali al passo coi tempi e che offrano opportunità interessanti, ma cerchiamo nuove proposte da parte della popolazione per andare incontro ai loro bisogni.”
Il corso di albanese, infatti, nasce dal desiderio della comunità albanese di Ferrara, che vuole trasmettere la loro lingua madre alle nuove generazioni. Questo tipo di iniziative culturali sono diventate fondamentali per il Centro che vuole allargare il suo pubblico e coinvolgerlo nelle sue attività attraverso delle nuove proposte e dei suggerimenti.
Ma questo cambiamento culturale non significa nemmeno tagliare le proprie radici, anzi una delle iniziative future del Centro sarà proprio quella di riallacciare i rapporti con le 30 associazioni locali con cui collaborava prima della pandemia.
“Adesso, stiamo iniziando a programmare la prossima stagione, che partirà a giugno – spiega Susca – ma che dev’essere pronta entro gennaio per poter essere organizzata e pubblicizzata nei mesi successivi. Anche per questo è importante ricevere dei suggerimenti dalla popolazione e dai soci per capire come e cosa cambiare o migliorare”.
Antonio ha anche altri sogni nel cassetto come quello di riaprire il bar sociale, organizzare un mercato estivo di fumetti e ricominciare ad allestire i grandi pranzi d’un tempo.
La pagina Facebook del centro sociale Acquedotto
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