Speciale 8 marzo/Un ruolo femminile fortissimo

Al momento stai visualizzando Speciale 8 marzo/Un ruolo femminile fortissimo
  • Autore dell'articolo:
  • Categoria dell'articolo:associazione
  • Commenti dell'articolo:0 commenti

Mi chiamo Loreta Prampolini e da circa vent’anni sono la presidente del Centro sociale “Il Quadrifoglio”, una realtà che ha da poco festeggiato i suoi quarant’anni di vita. Il mio percorso nel volontariato è iniziato quasi trent’anni fa: lavoravo ancora quando venni chiamata per dare una mano con la contabilità al vecchio presidente che si era ammalato. Dopo la sua scomparsa, la gente mi chiese di prendere le redini e da allora porto avanti questo impegno, anche se ammetto che oggi è difficile trovare qualcuno pronto a dedicare così tanto tempo a un centro che resta aperto praticamente a ogni ora.

Per me la Giornata Internazionale della Donna è un momento importante, abbiamo sempre organizzato degli eventi non solo al Centro, ma in tutto il paese insieme al comitato “Vivere Insieme”. Tuttavia, credo fermamente che dovrebbe essere la festa della donna ogni giorno, non solo l’8 marzo. Troppo spesso questa data diventa un evento commerciale legato alla vendita delle mimose, mentre invece il fatto di essere donne e di fare qualcosa per le altre dovrebbe essere un sentimento che ci portiamo dentro costantemente.

All’interno di ANCeSCAO, e in particolare nel nostro centro, il ruolo femminile è fortissimo. Le donne sono l’anima di quasi tutte le nostre attività: le trovate al bar, in cucina, a servire ai tavoli. Per anni abbiamo avuto una presidenza e una vicepresidenza tutte al femminile, a dimostrazione di quanto le donne siano fondamentali per la vita del centro. Anche a livello provinciale abbiamo avuto pilastri storici come Milvia Miliari, una figura di riferimento per tutta l’associazione.

Mi chiedo spesso perché siano soprattutto le donne a dedicarsi al volontariato. Credo che siamo più portate, forse perché abituate da sempre ad avere un ruolo centrale nella cura della famiglia e nel lavoro. Rispetto agli uomini, trovo che le donne siano più costanti: quando decidono di fare una cosa, la portano a termine con un impegno che assomiglia a quello lavorativo, vissuto come un vero aiuto verso la società.

Oggi stiamo attraversando un momento complesso per il ricambio generazionale. Un tempo avevamo moltissimi collaboratori tra i 50 e i 60 anni perché si andava in pensione prima; oggi, con l’innalzamento dell’età pensionabile, le persone arrivano alla fine della carriera stanche e con poca voglia di impegnarsi subito in altre attività. Per questo sto cercando di coinvolgere i giovani, aprendo loro degli spazi nel centro e organizzando feste, sperando che col tempo possano darci una mano preziosa.

Lascia un commento